Non biografia di uno pseudo-scrittore
Scritto da una pseudo penna anonima:
Pare sia nato nel 1965 a Palermo, non perchè lo dice lui ma perchè lo dice l'anagrafe; pare anche che faccia altro nella vita. Non si sa quando abbia iniziato a scrivere. Sappiamo però quando ha iniziato a dire: "Sto lavorando a una cosa".
La sua carriera letteraria nasce da un malinteso: pensava che scrivere significasse perdere tempo con qualche genialata. Ha poi scoperto che significa fissare una frase per venti minuti chiedendosi se "ma" sia meglio di "però" e ci ha preso gusto.
Non ha un genere. Ha delle fasi lunari.
C'è stata la fase in cui ogni testo iniziava con una frase misteriosa e finiva senza spiegazioni (veniva chiamata "profondità").
C'è stata la fase in cui toglieva gli aggettivi come se fossero calorie in eccesso.
C'è stata la fase in cui li rimetteva tutti, per sicurezza.
Il suo rapporto con l'ispirazione è complesso: sostiene di non crederci, ma la aspetta.
Nel frattempo, sistema la scrivania che non ha, apre documenti intitolati "definitivo", "definitivo_vero", "definitivo_vero2", definitivo_ultimo", "definitivo ultimo 2" e si concede una pausa strategica di riflessione che dura esattamente quanto un caffè e mezzo (con cioccolatino annesso).
Non ricorda con precisione gli anni della sua vita, ma ricorda perfettamente quella volta in cui ha trovato l'aggettivo giusto e ha provato un senso di trionfo sproporzionato rispetto all'evento. Lì ha deciso che "il giusto" sarebbe stato il centro della sua vita.
Ha un talento particolare: affezionarsi a frasi che dovrebbero essere tagliate.
Combatte contro di esse con dignità, salvo poi salvarle in un file chiamato "frasi da riutilizzare (forse geniali)".
La sua vera biografia non è fatta di luoghi o date, ma di:
quaderni iniziati con entusiasmo olimpico, lasciati a pag.2
pagine scritte per evitare di scrivere la pagina importante,
riletture in cui si alternano due pensieri fissi: "Non è male." …"Chi mi ha fatto credere che so scrivere?"
Non aspira alla fama, ma in fondo tutti gli scrittori desiderano essere letti e amati.
Aspira alla frase che suoni inevitabile.
Non vuole spiegare il mondo, anche perchè più va avanti e meno lo capisce. Vuole incastrarlo in un paragrafo che stia in piedi da solo.
Se gli chiedi cosa fa nella vita, potrebbe rispondere in siciliano : "Ammuttamu fumu ca' stanga" che significa letteramente " spingo il fumo con un pezzo di ferro.
La verità è che passa gran parte del tempo a osservare conversazioni come se stesse già decidendo dove andare a capo. E più le ascolta, più il genere umano gli sembra insulso.
Non è nato scrittore, ma è diventato uno che non riesce a non riscrivere mentalmente la realtà.
E in fondo, più che pubblicare, cerca quella sensazione precisa, quando una frase finalmente smette di resistere e si lascia scrivere.

